Mamey Lucca festeggia il compleanno e regala un Cooking Show ai suoi clienti

Muraro a Lucca

Cooking Show con Matteo Muraro e Nativa Food da Mamey Lucca

Abbiamo trovato il modo (e no, non è una novità dai) per festeggiare il compleanno del negozio Mamey Lucca facendo un regalo gustoso ai clienti.

Quale? Un Cooking Show con l’emergente (nel senza glutine ovviamente, perché esperienza ne ha da vendere) Chef Matteo Muraro che preparerà primi piatti gustosi con la pasta al Teff Nativa Food e le alghe Seamore (provatele e poi ne parliamo di queste). Tutto condito con i sughi Monti.

Ovviamente tutto garantito senza glutine!

Matteo Muraro a Lucca con Nativa Food Seamore e sughi Monti

Vi aspettiamo numerosi!

E se non siete di Lucca tranquilli, stiamo preparando le date in tutti i punti vendita Mamey.

Mamey, il meglio del senzaglutine

Senza glutine oppure no?!

loghi prodotti ministero e spiga barrata

La domanda, in particolare sul web, è sempre più frequente: ma questo prodotto è senza glutine?

E dopo la domanda spesso ci troviamo un fiume di polemiche.

Di base, secondo la normativa, è senza glutine un prodotto con un contenuto di glutine inferiore a 20PPM.

Approfondiamo un attimo (sperando di non essere anche polemici a nostra volta..) e suddividiamo i prodotti in quattro categorie:

  • quelli col bollino verde ministeriale Logo-ministero prodotto senza glutine erogabile
  • quelli con la spiga barrata spiga barrata
  • quelli con la scritta ‘senza glutine’
  • quelli senza la scritta ‘senza glutine’

Prodotti inseriti nel registro ministeriale degli alimenti senza glutine

Una azienda che produca prodotti senza glutine e voglia renderli ‘erogabili’ (e quindi acquistabili da parte dei celiaci con i buoni / ricette/ tessera sanitaria) deve seguire una procedura di notifica specifica. I prodotti che hanno superato la procedura di notifica vengono inseriti nel Registro nazionale degli Alimenti senza glutine, aggiornato mensilmente e consultabile qui sia per prodotto che per azienda.

Il prodotto viene comunque certificato come ‘senza glutine’ dall’azienda. Il Ministero di fatto controlla che la documentazione sia conforme.

Attenzione: le aziende hanno facoltà e non obbligo di apporre il bollino ministeriale verde. La maggior parte lo utilizza. Quando avete un dubbio consultate il registro.

Prodotti con la spiga barrata

La Spiga Barrata è un marchio il cui uso è concesso, in Italia, dalla Associazione Italiana Celiachia. Qui i dettagli dal sito di AIC.

Quindi, come avrete letto al link, AIC certifica il processo produttivo in modo da garantire l’assenza di glutine.

Il prodotto è sicuro ma anche in questo caso comunque la responsabilità sul prodotto è dell’azienda e non di AIC.

Prodotti con la scritta ‘senza glutine’

..oppure contenenti le diciture “specificamente formulato per celiaci” o “specificamente formulato per persone intolleranti al glutine”.

Qui non c’è un ‘ente certificatore’ terzo come nei due casi precedenti; è il produttore che di fatto ‘autocertifica’ l’assenza di glutine dichiarandolo in etichetta. Il prodotto è sicuro come gli altri due.

Prodotti senza la scritta ‘senza glutine’

Qui la strada si fa in salita.

AIC indica sul proprio sito, e sul prontuario, tre categorie di prodotti:

permesso Alimenti permessi: alimenti che possono essere consumati liberamente, in quanto naturalmente privi di glutine o appartenenti a categorie alimentari non a rischio per i celiaci, poiché nel corso del loro  processo produttivo non sussiste rischio di contaminazione. Questi prodotti NON sono inseriti nel Prontuario AIC degli Alimenti.

rischioAlimenti a rischio: alimenti che potrebbero contenere glutine in quantità superiore ai 20 ppm o a rischio di contaminazione e per i quali è necessario conoscere e controllare l’ingredientistica ed i processi di lavorazione. I prodotti di queste categorie che vengono valutati come idonei dall’AIC vengono inseriti nel Prontuario AIC degli Alimenti.
L’AIC consiglia il consumo di questi alimenti se presenti in Prontuario o riportanti la dicitura «senza glutine».

vietato Alimenti vietati: alimenti che contengono glutine e pertanto non sono idonei ai celiaci. Tali alimenti, ovviamente, NON sono inseriti nel Prontuario.”

Una precisazione: l’adesione alla Spiga Barrata ed al prontuario è per le aziende a pagamento.

Dal momento che leggiamo spesso pareri discordanti sulla necessità della scritta sui prodotti, ci siamo messi a cercare riferimenti normativi ed abbiamo trovato questo recente ed interessante articolo dell’Avvocato Dario Dongo su Il fatto Alimentare.

Leggetelo anche Voi. A noi colpisce questo estratto: 

“Un alimento contenente ingredienti naturalmente privi di glutine dovrebbe inoltre poter recare un’etichettatura indicante l’assenza di glutine, in conformità delle disposizioni di cui al presente regolamento, purché siano rispettate le condizioni generali sulle pratiche leali di informazione di cui al regolamento (UE) n. 1169/2011. In particolare le informazioni sugli alimenti non dovrebbero indurre in errore suggerendo che l’alimento possiede caratteristiche particolari, quando in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono le stesse caratteristiche.” (reg. UE 828/14)

Nel caso di alimenti ove in genere non si riscontra la presenza di glutine – perché assente in natura nei loro ingredienti essenziali e caratteristici – la regola è cristallina:

– se un cereale contenente glutine è presente (o può esserlo, a causa di contaminazione accidentale che non si sia in grado di escludere, pure a seguito del doveroso autocontrollo), si deve citare lo specifico cereale contenente glutine in lista ingredienti (ove del caso preceduto la dicitura “può contenere”),

– non è viceversa ammesso il vanto “senza glutine”, poiché tale caratteristica è comune agli altri prodotti simili. È anzi espressamente vietato attribuire a un prodotto caratteristiche comuni agli altri alimenti che appartengono alla stessa categoria. (11)

È dunque ora di farla finita con le diciture gluten-free su una moltitudine di prodotti che con i cereali contenenti glutine hanno poco o nulla a che fare, dai latticini ai succhi di frutta, le carni e le caramelle. “Senza glutine”? Ci mancherebbe altro!”

Ovviamente in calce all’articolo ci sono tutti i riferimenti normativi.

A noi sembra chiaro quanto scrive l’Avvocato. A voi?

 

 

Celiachia, sensibilità al glutine o allergia al grano? Facciamo chiarezza.

sintomi celiachia adulti

Abbiamo visto da poco che i celiaci continuano a crescere in Italia.

Abbiamo però la crescente impressione (in realtà è certezza) che ci sia un pò di confusione in giro tra le varie problematiche legate al glutine.

Identifichiamo almeno tre problematiche al consumo di glutine:

  • celiachia (o Morbo Celiaco, ma è una forma un pò bruttina) ovvero intolleranza al glutine permanente diagnosticata,
  • allergia al grano cioè a proteine diverse dal glutine,
  • gluten sensitivity o sensibilità al glutine (non celiaca) che ha sintomi simili ai primi due ma una diagnosi più complicata.

Approfondiamo brevemente?

Celiachia

Prendiamo la definizione dal Ministero della Salute:

“La celiachia, o malattia celiachia, è una malattia permanente su base infiammatoria dell’intestino tenue caratterizzata dalla distruzione della mucosa di questo tratto intestinale.
E’ causata da una reazione autoimmune al glutine, la frazione proteica alcol-solubile di alcuni cereali quali grano, orzo, segale. Molti sono gli alimenti che contegono questi cereali, tra i più diffusi pane, pizza, pasta, biscotti.”

Colpisce l’1% della popolazione ma è stata ad oggi diagnosticata allo 0,4% circa (200.000 italiani circa).

Come si cura? Seguendo una rigorosa dieta senza glutine con prodotti certificati e garantiti.

Cosa succede se un celiaco ingerisce glutine? Esistono celiaci asintomatici, che se ingeriscono glutine non hanno effetti evidenti, e quelli sintomatici. Questi hanno in genere effetti più o meno immediati come dolori addominali, diarrea e anche forte cefalea.

Allergia al grano

E’ una allergia alimentare e come tale è una reazione immunitaria all’ingestione di uno specifico alimento (o di alcune sostanze contenuto in esso).

Sempre dal Ministero: “Le allergie alimentari possono manifestarsi immediatamente dopo l’ingestione dell’alimento incriminato, a volte anche in modo violento. I sintomi di una intolleranza alimentare invece possono comparire anche a distanza di ore, in casi rari anche dopo alcuni giorni, il che rende più difficile riconoscerla e metterla in relazione con il cibo. I sintomi variano quanto a rapidità e ad intensità a seconda della qualità e la quantità del cibo ingerito.”

Approfondite leggendo il materiale disponibile sul sito del Ministero.

Non è disponibile un dato sugli allergici al grano e la cura.. sempre la stessa: evitare l’allergene!

Cosa succede se un allergico ingerisce grano? Quando il cibo ”incriminato” viene portato alla bocca e deglutito, può provocare immediatamente prurito e gonfiore alle labbra, al palato e alla gola; una volta nello stomaco e nell’intestino, può provocare nausea, vomito, crampi, gonfiori addominali, flatulenza, diarrea.

Al di fuori dell’apparato gastrointestinale, sono frequenti le reazioni cutanee come orticaria, angioedema o eczemi, sintomi a carico dell’apparato respiratorio (asma e rinite), oppure cefalea ed emicrania.

Nei casi più gravi, fortunatamente rari, si possono avere difficoltà respiratorie, brusche cadute di pressione arteriosa, perdita di coscienza e in alcuni casi morte. In questi casi si parla di shock anafilattico, che compare entro un’ora dall’ingestione dell’allergene e che richiede sempre un ricovero ospedaliero urgente.”

Possiamo dire che può avere effetti immediati ben più gravi della Celiachia?

e la Gluten Sensivity?

Questione complessa proprio questa.

Sempre il Ministero scrive: “Con il termine “sensibilità al glutine” o anche “Gluten sensitivity” si definisce una sindrome caratterizzata dalla presenza, in rapporto all’ingestione di alimenti contenenti glutine, di sintomi intestinali ed extra intestinali in pazienti in cui la celiachia e l’allergia alle proteine del frumento siano già state escluse.
Anche se c’è un numero sempre crescente di soggetti che riferiscono di soffrire di sensibilità al glutine, l’esistenza di questa sindrome è messa in dubbio da numerosi e autorevoli esperti.
E’ fondamentale combattere l’autodiagnosi ed evitare che i pazienti escludano il glutine dalla dieta prima di un consulto medico. Tale comportamento impedisce l’accertamento della vera celiachia.”

Difficile quindi dare valore alle stime numeriche sugli intolleranti non allergici.

celiachia gluten sensivity

Quindi rivolgetevi, nel dubbio, ad uno specialista.

Ma davvero Mamey senzaglutine è scelta, gusto e convenienza?

Gratis! senza glutine mamey

GRATIS!

Gratis?

Adesso che ho attirato la tua attenzione voglio raccontarti qualcosa prendendo spunto da alcune mail di un cliente.

Il cliente in questione ci ha scritto una mail per criticare (eh si, era proprio contrariato) il ‘sistema di fidelizzazione’ che abbiamo messo in piedi negli ultimi anni.

Mamey card

Cominciamo però dall’inizio rispondendo ad alcune domande:

A cosa serve la Mamey Card?

Semplice: come ogni fidelity card fisica o virtuale vuole fare il conto degli acquisti di ogni singolo cliente permettendo di erogare  un beneficio commisurato alla ‘fedeltà’ del cliente. Noi abbiamo legato due diverse azioni alla Mamey Card:

  • il classico accumulo punti;
  • l’accesso agli sconti mensili su una selezione di prodotti;

Come si accumulano i punti?

Noi abbiamo scelto fin da subito un meccanismo semplice ed intuitivo: 1 punto ogni 1€ di spesa. Si potrebbe quasi tenere il conto a mano senza bisogno di una piattaforma web dedicata come quella che abbiamo..

Come si utilizzano i punti?

Qui noi abbiamo fatto una scelta precisa: dare la possibilità di trasformare i punti in uno sconto importante su oggetti utili in cucina. Cominciammo con la macchina del pane Imetec Zeroglu per poi proseguire con elettrodomestici Imetec, adesso Ariete e poi anche pentole Risolì.

Si, lo sappiamo, a volte gli elettrodomestici si trovano online a prezzi simili ai nostri scontati. Premesso che nessuno può tenere la rete ed i suoi rivenditori sotto assoluto controllo, considerate che quando noi creiamo una selezione di prodotti disponibili ci lavoriamo, insieme al fornitore, per mesi e che per mesi manteniamo disponibilità e prezzo.

Perchè non si possono convertire in buoni spesa?

Il primo anno della campagna Mamey Card era possibile convertire i punti in buono sconto con soglie a 300, 600 e 900 punti che portavano ad uno sconto su una spesa successiva al raggiungimento della soglia. Dopo una prima esperienza abbiamo però riflettuto e deciso di coinvolgere le aziende e trasformare quel nostro contributo in uno sconto immediato su una selezione di prodotti.

Quindi invece di dover aspettare l’accumulo dei punti (almeno tre mesi di spesa di un cliente medio) per avere uno sconto (in media del 2 o 3% sul totale degli acquisti) abbiamo realizzato un volantino di offerte mensili accessibili solo con la Mamey card con una selezione di prodotti scontati dal 15% al 50%.

offerte senzaglutine mamey febbraio

Senza stare a tirarla per le lunghe secondo noi è di gran lunga meglio questo sconto immediato.

Ricordate però il punto fondamentale: la Mamey Card è un qualcosa di aggiuntivo rispetto all’accoglienza, l’attenzione all’assortimento e alle novità che sono caratteristica di Mamey senzaglutine.

Se avete la Mamey card visitate la pagina dedicata.